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Archivio per il giorno “luglio 19, 2012”

ASSOLTO NAPOLEONE Riso 1 marzo 2011

Dichiarazione Presidente Riso Napoleone Delibera C.C. 12 10.03.08
“Rubino se mi denuncia ti faccio saltare in aria, ti faccio vedere chi sono io”

Dichiarazione Presidente Riso Napoleone Delibera C.C. 12 10.03.08
“I soldi dei miei figli non si toccano, il pane dei miei figli”

Sindaco Gaspare Portobello prossimo congiunto del Presidente Riso Napoleone
Violazione art 45 D.Lgs 80/98

Sindaco Gaspare Portobello prossimo congiunto del Presidente Riso Napoleone
Violazione art 19 co 3° L.Reg 23/98

Sindaco Gaspare Portobello prossimo congiunto del Presidente Riso Napoleone
Violazione art 78 co 3° T.U. Enti Locali 267/2000

Sindaco Gaspare Portobello prossimo congiunto del Presidente Riso Napoleone
Violazione Circolare Ministero Interno 1 27.4.2005

Sindaco Gaspare Portobello prossimo congiunto del Presidente Riso Napoleone
Partecipazione Comm Edilizia 22 19.5.05 Conc Edilizia 16 1.6.06 rilasciata a …
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com

Wednesday, July 18, 2012Processo IBLIS (rapporti tra mafia, politica e imprenditoria) FRANCESCO FRANZESE

Rischio crac: la Sicilia sulle prime pagine

Corriere: «Lettera di Monti per scongiurare una deriva greca».

Repubblica: «Lombardo grida al complotto»

La Stampa: «Gli sprechi siciliani hanno radici lontane»

 

PALERMO – La lettera del premier Monti al governatore Raffaele Lombardo per avere conferma delle dimissioni annunciate per il 31 luglio è l’argomento del giorno sui principali quotidiani italiani.

CORRIERE – Secondo il Corriere della Sera la mossa di Monti, «è stata accolta da ampi consensi nel Pdl. Seppure il presidente dell’assemblea Francesco Cascio parli di una ‘richiesta inusuale e anomala’. Plausi dall’Udc. Anche per Gianfranco Miccichè la lettera costituisce ‘la garanzia di un impegno concreto del governo…’. Durissimo infine il Terzo polo, con i finiani che vedono nella lettera ‘una grave gaffe istituzionale’». Massimo Franco, nella sua nota sul Corriere, parla di «una lettera irrituale che tende a scongiurare una deriva ‘greca’», e spiega: «La lettera era in incubazione da tempo. La situazione finanziaria della Regione è, più che in bilico, alla deriva. E rappresenta uno dei dossier sui quali Palazzo Chigi sapeva di dovere intervenire. Di maggioranze segnate dal trasformismo, Lombardo è stato a lungo il crocevia e il terminale. E il modo in cui viene difeso dalla nomenklatura locale lascia capire quanto siano profonde le incrostazioni del suo potere. Dire che è assurdo occuparsi della Sicilia mentre l’Italia sta crollando, significa perpetuare l’idea di una separatezza usata come alibi per impedire che le cose cambino. Colpisce altrettanto l’imbarazzo del Pd, ex alleato del governatore dopo il suo zigzag nel centrodestra. Difficile prevedere l’esito dello scontro con un premier teso a evitare che la Sicilia si trasformi in una sorta di ‘Grecia italiana’».

 

Rischio crac, Sicilia sui quotidiani nazionali

 
 

 

REPUBBLICA – Il premier, scrive La Repubblica, «prende molto sul serio gli allarmi sui conti pubblici siciliani e il rischio che la Regione possa fallire. E così propone ‘un’azione da parte dell’esecutivo che potrà utilizzare gli strumenti più efficaci e adeguati’. Parole che a Palermo e dintorni, dove anche la Coca Cola si appresta a fare pubblicità in dialetto, sono state subito tradotte con una sola parola: commissariamento. Scatenando un balletto di reazioni a difesa dell’autonomia statutaria dell’isola, un fiorire di ipotesi, intrighi, retroscena. Lombardo da un lato telefona a Monti e lo rassicura che il 24 luglio andrà a Roma a mostrargli di persona che i conti sono a posto. Gli dirà anche che il 31 se ne andrà. Si dimetterà sul serio. Smesso l’abito dello statista, il governatore apre però il suo blog e comincia a gridare al complotto ordito dall’Udc, dalla Cisl e dalla Confindustria. I centristi di Casini nell’isola sono guidati da Gianpiero D’Alia. Ovvero proprio l’uomo che dovrebbe essere candidato alla guida della Regione e ne ha chiesto il commissariamento. E che ieri ha rilanciato dicendo che il debito siciliano ammonta a ben 21 miliardi di lire. Basta e avanza per convincere Lombardo che la richiesta di un commissario sia solo un espediente per rinviare il voto regionale, previsto ad ottobre, in attesa di vedere cosa succede a livello nazionale.

LA STAMPA – Il quotidiano torinese elenca tutte le «spese folli» della regione. «Che finisse così, con la Regione siciliana a un passo dal fallimento, lo si poteva profetizzare quasi trent’anni fa, nel 1984, quando i papaveri di Palazzo decisero di acquistare due orche marine in Islanda. Costo: duecento milioni di lire e spiccioli. Destinazione: un parco acquatico da realizzare sulla costa di Sciacca, speculazione edilizia maldestramente spacciata come valorizzazione ambientale. E pazienza se il progetto non partì mai e le orche sono rimaste per decenni a fare i salti in una piscina islandese, come pensionanti di lusso, alla modica cifra di sei milioni di lire al mese. A carico dei contribuenti siciliani, s’intende. L’elenco degli sprechi della Regione è un viaggio dentro un’idea di autonomia brandita come scudo corporativo. Qui, solo qui, tra le auguste sale di Palazzo dei Normanni dove un tempo Federico II – lo Stupor Mundi – aveva portato la sua reggia e la sua corte di poeti, i 90 consiglieri regionali dell’assemblea si chiamano onorevoli e hanno le stesse prerogative dei senatori, a partire dai 19.685 euro lordi al mese. Tra i benefit, sono riusciti a dotarsi anche di un contributo per il passaggio a miglior vita: cinquemila euro per le spese funerarie, alla faccia della scaramanzia. Qui e solo qui, fino a pochi mesi fa, qualsiasi dipendente dell’amministrazione che avesse un parente da assistere poteva andare in pensione dopo soli 25 anni di servizio, una via di fuga che nel 2011 hanno imboccato in 500. E ancora: qui e solo qui, e’ successo che mentre l’isola era sepolta dal pattume, due anni fa, l’ex dirigente dell’Agenzia dei rifiuti e delle acque Felice Crosta si sia avviato alla quiescenza con un assegno di 41.600 euro al mese, cioè 1.369 euro al giorno. Difficile, in questa situazione, gridare al tradimento dello Statuto autonomo mai del tutto applicato. Hanno un bell’agitarsi i paladini dell’antimafia che hanno accettato di diventare suoi assessori, a cominciare dal responsabile della Salute Massimo Russo, il quale sostiene di avere ridotto i costi della sanità, nonostante l’ultima severissima relazione della Corte dei Conti, pochi giorni fa, abbia registrato una spesa in costante ascesa: più 519 milioni nel 2011. Un comparto dove il solo servizio del 118 costa 110 milioni l’anno e conta 3.200 addetti, il doppio della Regione Piemonte. Ha un bel difendere l’azione di governo il Pd, alleato del presidente tra le lacerazioni della base e della dirigenza, che si è accontentato delle briciole senza riuscire a interferire sul controllo militare del governo di ogni posto di potere, poltrona, sedia, strapuntino. La formazione professionale è una voragine da 240 milioni l’anno che da sempre serve soltanto a foraggiare le migliaia di formatori. Ventuno delle 34 società partecipate sono in rosso. L’esercito di 20 mila dipendenti (17.218 a tempo indeterminato e 3.070 a tempo determinato, con un dirigente ogni 8,4 soldati semplici) si è costituito nel tempo. Anche se l’anno scorso è stato irrobustito di quasi un terzo, con la stabilizzazione di 4.857 precari. E’ fallito invece il colpo di mano con cui il Parlamento siciliano ha tentato di dare uno stipendio stabile ai 19 mila precari dei Comuni, in scadenza tra pochi mesi. Avevano approvato una leggina ad hoc, che autorizzava la grande infornata senza lo straccio di un concorso. Gliel’ha bloccata il commissario dello Stato».

Redazione online18 luglio 2012 (modifica il 19 luglio 2012)

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2012/18-luglio-2012/rischio-crac-sicilia-prime-pagine-2011060183371.shtml

Una lettera irrituale che tende a scongiurare una deriva «greca»

Porto Empedocle, Italcementi conferma la chiusura: operai in cassa integrazione per 2 anni

 

Porto Empedocle, Italcementi conferma la chiusura: operai in cassa integrazione per 2 anni

Dal prossimo 5 agosto lo stabilimento dell’Italcementi di Porto Empedocle cesserà la produzione con lo spegnimento del forno e comincerà a smaltire tutto il materiale residuo. Da settembre circa 100 dipendenti saranno collocati in cassa integrazione in attesa di tempi migliori. Il fermo della produzione dovrebbe durare 2 anni. Nel frattempo Italcementi  spera che il Governo riesca nell’impresa di riattivare il settore edile, facendo innescare un aumento della richiesta di cemento. I vertici dell’azienda lunedì scorso hanno incontrato i sindacati nella sede provinciale di Confindustria. Hanno comunicato l’attivazione delle procedure di cassa
integrazione per tutti gli operai dello stabilimento, mentre per gli altri 250 dell’indotto dovranno essere le aziende esterne a valutare caso per caso.

http://www.canicattiweb.com/2012/07/19/porto-empedocle-italcementi-conferma-la-chiusura-operai-in-cassa-integrazione-per-2-anni/

Lombardo elenca i business negati I grandi affari “saltati”: immobiliare, sanità, rifiuti…

 

Lombardo elenca i business negati

I grandi affari “saltati”: immobiliare, sanità, rifiuti…

19 luglio 2012 – 10:44 – Politica
rigassificatore

È passato inosservato un momento cruciale della conferenza stampa di Raffaele Lombardo, la polemica con Pierfedinando Casini, che ha accusato il governatore di servirsi dell’autonomismo per mantenere privilegi e di avere trasformato il suo governo in un “nominificio”.

 

Lombardo ha invitato il leader dell’Udc ad un confronto pubblico, “Palermo o Bologna, indifferentemente”. Un appuntamento all’Ok Coral, come nei film western o qualcosa di più terragno e vicino alla realtà?

La seconda ipotesi è sicuramente la migliore, perché nell’invitare Casini al confronto pubblico, Lombardo ha ricordato che il suo governo è succeduto “al regno incontrastato” dell’Udc, ben sette anni su dieci.  “Nel confronto”, ha detto il governatore, “potrei andare nel dettaglio di tutto ciò che ho trovato”.

Di che si tratta l’ha subito dopo accennato. Accanto alle notissime vicende dei termovalorizzatori – un affare da cinque miliardi iniziali, venti nel giro di pochi anni – il governatore ha riferito di questioni sensibili, come il piano rifiuti, la sanità, la formazione, la società immobiliare, Sicilacque, rigassificatori ed eolico.

Ognuno di questi argomenti, pareva di capire, avrebbe meritato grande attenzione. Mezze parole, avvertimenti? Non proprio, perché sul piano rifiuti della Regione siciliana, approvato dal governo Monti (ma in stand by durante il governo Berlusconi, favorevole ai termovalorizzatori), Raffaele Lombardo, gli assessori Pier Carmelo Russo e Marino (ex prefetto), hanno consegnato un delicato dossier alla Procura della Repubblica di Palermo un anno fa circa, attualmente al vaglio degli organi inquirenti.

Il nuovo piano rifiuti privilegia gli impianti di compostaggio, “a danno dei termovalorizzatori e delle discariche”, che fanno intascare un sacco di quattrini a molta gente, ha sottolineato Lombardo.

Interessi lobbistici, protesta il governatore, avrebbero ispirato campagne mediatiche che l’avrebbero “condannato a morte”, politicamente, da un anno e mezzo a questa parte, impedendogli di governare nel pieno delle prerogative la Regione.

La formazione, secondo Lombardo, assomigliava ad un rubinetto aperto, che consumava risorse senza limiti, affidandosi ai rendiconti di fine d’anno, sprovvisti di un calcolo preventivo dei servizi e della spesa. Avere cancellato questa consuetudine, ha detto Lombardo, è stato come mettere le mani in tasca di molti privilegiati.

Poi c’è la sanità, dove – a detta di Lombardo – le convenzioni sono state riproposte con un taglio del cinquanta per cento della spesa. Anche in questo caso, facendo arrabbiare coloro che potevano contare su spropositate risorse pubbliche.

Società immobiliare, Sicilacque, rigassificatori ed eoliche, hanno meritato solo un cenno, ma dal tono e dalle parole scelte da Lombardo nel citarne la rilevanza, si tratta di temi sensibili che potrebbero essere affrontati dal presidente della Regione.

Di essi non siamo in grado di dare ragguagli. La società immobiliare della Regione, questo possiamo segnalarlo, avrebbe dovuto gestire immobili trasferiti alla proprietà pubblico-privata ed affittati poi alla stessa Regione, dopo la vendita. Un affarone, sulla carta. Si è arenato, e se ne sa poco o niente.

Quanto a rigassificatori ed eolico, Lombardo li ha richiamati, per ricordare le poche circostanze in cui l’attuale vice presidente di Confindustria, Ivan Lo Bello, avrebbe proposto o segnalato questioni di rilievo. Sui rigassificatori il governatore ha ricordato la necessità di verifiche di sicurezza, sull’eolico, la necessità di vederci chiaro perché il settore sarebbe infestato da malandrini, oltre che da imprenditori per bene e efficienti.

http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/16700/i-grandi-affari-saltati-immobiliare-formazione-sanita-rifiuti

Capaci Torretta segue 2° Video Incedio del 20120714(205715).m2ts


 

 

Pubblicato in data 14/lug/2012 da

Il vento di Scirocco alimenta ancora aree boschive interessate dall’ incendio

Audizione in merito alle problematiche finanziarie concernenti il riordino della gestione integrata dei rifiuti. (CONGIUNTA CON II COMMISSIONE)

Seduta n. 206 del
10.07.12 XV
Legislatura
 
Il PRESIDENTE, dichiarati aperti i lavori, in considerazione   
dell'audizione all'ordine del giorno, congiunta  con  la  IV  
Commissione, dà la parola all'on. Mancuso, presidente  della       
IV Commissione.
 
L'on.   MANCUSO,   presidente  della  IV  Commissione,   nel   
ringraziare gli intervenuti, illustra preliminarmente alcuni  profili 
in tema di riscossione del tributo locale in materia di  rifiuti,  
richiamando in particolare il recente  decreto  del  Ministero  
dell'economia e  delle  finanze,  datato  25  giugno 2012, 
con cui si sono stabilite modalità con le quali   i  crediti  non  
prescritti, certi,  liquidi  ed  esigibili,    maturati nei confronti 
delle Regioni e degli enti locali per    somministrazione,  
forniture  e  appalti,   possono   essere    portati in compensazione, 
per il pagamento totale o parziale    delle somme dovute per 
tributi regionale e locali
Si  sofferma, in proposito, sulla modalità attuativa di  cui   al 
comma 2 del richiamato decreto (pubblicato nella GURI del 2  
luglio  2012),  cioè l'acquisizione della  certificazione   prevista 
dall'art. 9, comma 3 bis, del decreto legge 185 del  2008 
(come convertito con modificazioni dalla legge n. 2 del 2009).
Ciò  premesso, informa che a sua firma, congiunta con quella     
del  presidente  SAVONA, è stato presentato  un  emendamento 
che,  all'art.  1,  in tema di continuità e  regolarità  nel  ciclo  
integrato  dei  rifiuti  e  smobilizzo  dei  crediti,      prevede che, 
con riguardo ai debiti delle società d'ambito      dei   consorzi,  
maturati  fino  al  31  dicembre  2012  nei  confronti   dei  terzi  
creditori,  l'IRFIS   FinSicilia   è  autorizzata  a  rilasciare apposita 
garanzia fidejussoria  a      copertura dei rischi derivanti dalle 
anticipazioni,  secondo le modalità meglio descritte dal medesimo 
articolo 1.
Si  sofferma,  altresì, sui contenuti dell'art.  2,  recante norme 
sui trasferimenti relativi al tributo speciale per  il    deposito in 
discarica, richiamando infine le disposizioni di  cui  ai  commi  
35  e  45  del D.L.  201  del  2011  che  ha introdotto,  con  
decorrenza  dal  2013,  il  nuovo  tributo comunale su rifiuti 
e servizi (Tares).
Il dott.  EMANUELE,  dirigente  generale  IRFIS  FinSicilia, illustra 
in dettaglio  il  meccanismo  compensativo  di  cui all’emendamento 
in questione.
Il   Ragioniere  generale  della  Regione,  prof.   BOSSONE, assicura  
che  gli  Uffici avranno cura  di  approfondire  i   tecnicismi del 
meccanismo descritto.
Il  dott.  AVANTI,  presidente  URPS,  nel  condividere   lo smobilizzo 
dei crediti a vantaggio  delle  imprese,  esprime riserve  sulla  
destinazione  vincolata  delle   somme   che rischiano di essere 
sottratte ad altre finalità  degli  enti territoriali.
Il dott. DI GREGORIO,  vice  segretario  generale  dell’Area legislativa 
dell’ARS, fornisce delucidazioni  in  proposito, soffermandosi sul 
riversamento  da  parte  della  Regione  a favore dell’ente territoriale, 
con il vincolo  di  specifica destinazione nei limiti  delle  somme  
dovute  a  titolo  di tributo speciale per il deposito in discarica da  
parte  dei gestori delle imprese.
L’avv.  SCALA,  presidente ANCI Sicilia, nel  premettere  le criticità  
che deriveranno dal prossimo ottobre con  l’avvio delle nuove SRR, 
Società per la Regolazione del servizio  di gestione  dei  rifiuti, 
deposita agli  atti  della  presente seduta   memoria   prot.  565/07/12,   
avente   ad   oggetto l’audizione in esame.
Nel   condividere   quanto  prospettato  dall’URPS,   chiede chiarimenti  
circa  il  regime degli interessi  bancari  sui   piani  di  ammortamento 
del debito, evidenziando al contempo le  perplessità  che i sindaci dei 
territori  siano  altresì presenti nei Consigli di Amministrazione delle 
nuove SRR.
Il dott. DELL'AIRA, responsabile del settore agevolazioni. e  fondi 
regionali dell'IRFIS  FinSicilia,  precisa  la  misura dell'agevolazione 
del tasso d'interesse, in ragione  del  60   per cento del tasso 
applicato alle  operazioni  di  credito,  secondo quanto stabilito 
dalla legge regionale 32 del  2000,  maggiorato di due punti.
Ritiene  in proposito opportuna una modifica della norma  in   
questione,  valutata la diversa composizione  dei  tassi  di   
riferimento  odierni rispetto a quelli che hanno prospettato    
a suo tempo la richiamata misura agevolativa dal legislatore     
pro-tempore.
L'on.  MANCUSO auspica che gli organi di vertice di  ANCI  e      
URPS possano sollecitare gli enti territoriali rappresentati      
al  fine  di  accelerare il varo delle nuove SRR stante  che    
ogni  eventuale  ritardo  delle  rispettive  Amministrazioni   
costituirà   motivo  di  commissariamento  da  parte   della  
Regione.
In   relazione   a   quanto   da  ultimo   evidenziato   dal       
rappresentante dell'Anci Sicilia, segnatamente ai membri del     
Consiglio  di Amministrazione delle nuove SRR, assicura  che    
proporrà    emendamento   in   tal   senso,   da   rimettere     
all'apprezzamento dell'Aula.
Il dott. AVANTI, presidente URPS, lamenta che, al  pari  del   
modello degli ATO, rischia oggettivamente di  riproporsi  il     
limite derivante dall'assenza dei pur necessari investimenti  
che presiedono a ogni gestione del processo industriale qual   
h quello dei rifiuti.
La   dr.ssa  BULLARA,  capo  di  gabinetto  dell'Assessorato         
regionale  energia  e  servizi  di  pubblica  utilità,   nel    
rammentare il cronoprogramma delle attività che precedono 
il concreto  avvio  delle SRR, si sofferma  analogamente  sulla 
necessità che gli enti territoriali adottino tempestivamente     
i conseguenti provvedimenti per non incorrere nel  relativo 
commissariamento.
A  tal  proposito, evidenzia che presso l'Assessorato  si  è  
costituita apposita task-force in assistenza ai Comuni e che    
sul  sito  web istituzionale potranno ricavarsi le soluzioni   
alle più frequenti problematiche poste dalle Amministrazioni   
locali.
Sul  fronte dell'impiantistica di cui sarà dotato ogni  sub-ambito,  
assicura che ciascun territorio avrà a disposizione   adeguate  
 attrezzature  per  accedere  agli   impianti   di     compostaggio 
più prossimi.
L'on. PUMILIA, in rappresentanza dell'ANCI Sicilia, assicura    
l'assoluta collaborazione istituzionale degli attori  locali  
rappresentati,   nel  prioritario  interesse   pubblico   di      
garantire   l'igiene  e  salubrità  dei  territori   ed   il   
superamento delle criticità finanziarie del modello attuale.
Il  dott.  GUARINO,  dirigente  dell'Assessorato   regionale     
energia e servizi di  pubblica  utilità,  ribadisce  che  la    
ratio del legislatore  regionale  della  riforma  ha  inteso 
chiaramente attribuire il modello di  gestione  dei  rifiuti 
alle nuove SRR.
Il  PRESIDENTE,  nel  giudicare  positivamente  i  contenuti  
emersi  nel  corso dell'audizione, assicura che  gli  stessi  
formeranno  oggetto  di  ulteriore approfondimento  in  sede    
legislativa   per   il   contestuale   apprezzamento   degli   
emendamenti.
 
          Dichiara, pertanto, chiusa la seduta.
 
          La seduta è tolta alle ore 13.45.
 
 

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