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Sicilia, un esercito di dipendenti e cinque miliardi di buco

Politica
18/07/2012 –

Sicilia, un esercito di dipendenti
e cinque miliardi di buco

Palazzo dei Normanni a Palermo: è la sede dell’Assemblea regionale siciliana 

L’isola sull’orlo del default.
L’allarme della Corte dei Conti: ecco tutte le spese folli

laura anello
palermo
Che finisse così, con la Regione siciliana a un passo dal fallimento, lo si poteva profetizzare quasi trent’anni fa, nel 1984, quando i papaveri di Palazzo decisero di acquistare due orche marine in Islanda. Costo: duecento milioni di lire e spiccioli. Destinazione: un parco acquatico da realizzare sulla costa di Sciacca, speculazione edilizia maldestramente spacciata come valorizzazione ambientale. E pazienza se il progetto non partì mai e le orche sono rimaste per decenni a fare i salti in una piscina islandese, come pensionanti di lusso, alla modica cifra di sei milioni di lire al mese. A carico dei contribuenti siciliani, s’intende.

Adesso, adesso che Monti tuona, adesso che si agita il fantasma del commissariamento e anche il più cinico dei funzionari ha perso la certezza che tanto la barca non affonderà mai, l’elenco degli sprechi della Regione è un viaggio dentro un’idea di autonomia brandita come scudo corporativo. Qui, solo qui, tra le auguste sale di Palazzo dei Normanni dove un tempo Federico II – lo Stupor Mundi – aveva portato la sua reggia e la sua corte di poeti, i 90 consiglieri regionali dell’assemblea si chiamano onorevoli e hanno le stesse prerogative dei senatori, a partire dai 19.685 euro lordi al mese. Tra i benefit, sono riusciti a dotarsi anche di un contributo per il passaggio a miglior vita: cinquemila euro per le spese funerarie, alla faccia della scaramanzia.

Qui e solo qui, fino a pochi mesi fa, qualsiasi dipendente dell’amministrazione che avesse un parente da assistere poteva andare in pensione dopo soli 25 anni di servizio, una via di fuga che nel 2011 hanno imboccato in 500. E ancora: qui e solo qui, è successo che mentre l’isola era sepolta dal pattume, due anni fa, l’ex dirigente dell’Agenzia dei rifiuti e delle acque Felice Crosta si sia avviato alla quiescenza con un assegno di 41.600 euro al mese, cioè 1.369 euro al giorno.

Difficile, in questa situazione, gridare al tradimento dello Statuto autonomo mai del tutto applicato, disseppellire l’ascia di battaglia sul prezzo della benzina (alle stelle come in tutta Italia nonostante l’Isola ne produca la maggior parte). Ma difficile pure difendere il lavoro dei 20 mila regionali, che ormai – nell’opinione collettiva – sono le icone del privilegio e dell’improduttività. E ha un bel dire il presidente della Regione Raffaele Lombardo, anche lui azzoppato da un’inchiesta per mafia, che difenderà la dignità dei siciliani fino alla morte. Hanno un bell’agitarsi i paladini dell’antimafia che hanno accettato di diventare suoi assessori, a cominciare dal responsabile della Salute Massimo Russo, il quale sostiene di avere ridotto i costi della sanità, nonostante l’ultima severissima relazione della Corte dei Conti, pochi giorni fa, abbia registrato una spesa in costante ascesa: più 519 milioni nel 2011. Un comparto dove il solo servizio del 118 costa 110 milioni l’anno e conta 3.200 addetti, il doppio della Regione Piemonte.

Ha un bel difendere l’azione di governo il Pd, alleato del presidente tra le lacerazioni della base e della dirigenza, che si è accontentato delle briciole senza riuscire a interferire sul controllo militare del governo di ogni posto di potere, poltrona, sedia, strapuntino. Mettendo anche la sua faccia su un bilancio che vede un indebitamento di 5 miliardi di euro e 15 miliardi di entrate probabilmente mai esigibili.

Non è tutta colpa dell’attuale classe politica, il default della Regione. La formazione professionale è una voragine da 240 milioni l’anno che da sempre serve soltanto a foraggiare le migliaia di formatori. Ventuno delle 34 società partecipate sono in rosso. L’esercito di 20 mila dipendenti (17.218 a tempo indeterminato e 3.070 a tempo determinato, con un dirigente ogni 8,4 soldati semplici) si è costituito nel tempo. Anche se l’anno scorso è stato irrobustito di quasi un terzo, con la stabilizzazione di 4.857 precari. È fallito invece il colpo di mano con cui il Parlamento siciliano ha tentato di dare uno stipendio stabile ai 19 mila precari dei Comuni, in scadenza tra pochi mesi. Avevano approvato una leggina ad hoc, che autorizzava la grande infornata senza lo straccio di un concorso. Gliel’ha bloccata il commissario dello Stato. 


Quell’impiccione.

Ruoppolo Teleacras – “La mafia non scompare”

Ruoppolo Teleacras – “La mafia non scompare”

Pubblicato in data 12/lug/2012 da

Il servizio di Angelo Ruoppolo ( https://www.facebook.com/pages/Angelo-Ruoppolo/40129859538 ) Teleacras Agrigento dell’ 11 luglio 2012.
“La mafia non scompare e lo sa che prima o poi andiamo via”. Sconfortanti riflessioni dei Commissari al Comune di Racalmuto intervistati da Malgrado tutto.
Ecco il testo :

Eccoli qui, sono loro tre, il Prefetto Gabriella Tramonti, il vice prefetto Enrico Galeani, ed il funzionario del ministero degli Interni, Emilio Saverio Buda. Sono stati salutati dal ministro degli Interni, Anna Maria Cancellieri, lo scorso 10 aprile, alla Fondazione Sciascia, e adesso governano Racalmuto, Comune commissariato per mafiosità.

Ma “la mafia non scompare, magari aspetta che noi ce ne andiamo. La mafia lo sa che prima o poi andremo via”. Ecco, cosi’ Enrico Galeani risponde alle domane di Egidio Terrana, il direttore di “Malgrado tutto”, che ha pubblicato l’ intervista ai 3 sindaci che amministrano Racalmuto per 18 mesi, prorogabili di altri 6. La prospettiva del pessimismo, che, a chi legge l’ intervista di “Malgrado tutto”, incute un raggelante senso di rassegnazione, nonostante la torrida estate.

Rileggiamo : ” la mafia non scompare, lo sa che prima o poi andremo via”.

E ciò rievoca il “calati juncu ca passa la china”, il “calati giunco che passa la piena” che Leonardo Sciascia scrisse tra le pagine di “Nero su nero”, in riferimento al comportamento della mafia, che nei momenti di difficoltà si comporta come il giunco, per poi rialzare prepotentemente la testa quando la piena è passata.

E poi, ancora sconforto, Tramonti, Galeani e Buda si sfogano : “abbiamo trovato un Comune nel caos, l’ evasione fiscale, poi tanti debiti, e non esiste un Ufficio del Contenzioso.

Poi, le spese esagerate, tanto personale, un numero spropositato, e il costo è a scapito dei servizi ai cittadini. Il Comune è come un’ Opera Pia, quasi tutte le risorse servono per le spese interne, e le tasse aumentano.

Ogni giorno è una sorpresa. Qui si trova davvero di tutto”. Poi, un barlume di speranza rianima l’ ottimismo del lettore. Ancora Tramonti, Galeani e Buda : “rimetteremo le cose a posto.

Al più presto il Bilancio, entro luglio. Il segretario comunale lo assumeremo con un concorso pubblico.

Già ok al Codice degli appalti, poi la scommessa del Piano regolatore generale. E riapriremo a norma il teatro Regina Margherita.

La Fondazione Sciascia ?

Sia meno autoreferenziale e scenda tra la gente. La nostra porta è sempre aperta ai cittadini e alle proposte per il bene collettivo “.

 

LEGGETE L’INTERA INTERVISTA AI COMMISSARI PUBBLICATA SU MALGRADO TUTTO:
http://www.malgradotuttoweb.it/rubriche/leditoriale/339-racalmuto-intervista-ai-commissari-in-questo-comune-regna-il-disordine.html

Gestione integrata dei rifiuti in Sicilia, Lombardo incontrerà i sindaci

 

Le riunioni sono previste per domani e martedì
 

Gestione integrata dei rifiuti in Sicilia, Lombardo incontrerà i sindaci

autocompattatore rifiuti

15 luglio 2012 –  Si terranno domani e dopodomani gli incontri tra Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo e i sindaci siciliani sulla gestione dei rifiuti nell’Isola. Il governatore, insieme al presidente della IV commissione (Territorio e Ambiente) dell’Assemblea regionale siciliana, Fabio Mancuso, illustrerà le procedure di costituzione delle società di regolazione per la gestione integrata dei rifiuti in Sicilia. Società che prenderanno il posto dei fallimentari Ato (Ambiti territoriali ottimali), attualmente affidati a commissari liquidatori.

Nei mesi scorsi i sindaci avevano mostrato le proprie perplessità sul nuovo sistema di gestione dei rifiuti predisposto dal governo regionale e mercoledì scorso la questione rifiuti era stata affrontata nel corso di una riunione congiunta della commissione Bilancio, presieduta da Riccardo Savona, con la commissione Territorio e Ambiente. Ai lavori avevano preso parte anche Giovanni Avanti, presidente Urps e della Provincia di Palermo e Giacomo Scala, presidente dell’Anci Sicilia.

Nel corso dell’incontro era stata sollevata la necessità che gli tutti gli enti locali adottino al più presto lo Statuto di adesione alle nuove società di gestione dei rifiuti (Srr) entro e non oltre il prossimo 30 settembre. 

Il primo incontro è previsto per domani con i sindaci delle province di Catania, Enna, Messina, Ragusa e Siracusa, a Catania, al Palazzo ex Esa. Si terrà nella sede distaccata della Regione siciliana.

Il giorno dopo, martedì, saranno ricevuti i primi cittadini delle province di Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Trapani, a Palazzo. Stavolta il confronto avverrà a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea Regionale siciliana.

clap

http://agrigento.blogsicilia.it/gestione-integrata-dei-rifiuti-in-sicilia-lombardo-incontrera-i-sindaci/93914/

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